Il Wi-Fi a scuola fa male? Tutte bufale!

Mi sono preso una lunga pausa prima di tornare a pubblicare un nuovo articolo qui su Prof Digitale. Primo perché una nuova avventura ha calamitato una buona parte del mio tempo libero (si chiama CoderDojo Valdarno, ne sono il fondatore e primo fan entusiasta); secondo perché ciclicamente mi piace staccare un po’ la spina per vedere da lontano quale direzione stia prendendo questo sito. Tuttavia negli ultimi giorni ho notato sui social, specie Facebook, un florilegio di post dai toni allarmanti con un unico obiettivo comune demonizzare il Wi-Fi. Vi voglio deliziare con alcuni screenshot di questi post (click per allargare):

Ecco, di fronte a questa serie di bufale, diffuse paradossalmente su gruppi seri e dedicati alla tecnologia come Insegnanti 2.0 e Docenti Virtuali (ma anche in altri, perché chi dissemina bufale, volente o nolente, lo fa in molte piazze virtuali) non si può tacere. Partiamo dall’articolo centrale, quello che vedrebbe la città di Parigi intenta a spegnere gli access point perché vere e proprie bombe ad orologeria.  La notizia del Wi-Fi delle biblioteche, non scuole, di Parigi risale al 2007. Fortunatamente si è trattata di una clamorosa cantonata dei sindacati, visto che oggi tutte le biblioteche della capitale francese sono dotate di wifi gratuito. Nello stesso articolo si racconta che l’Health Protection Agency inglese ha lanciato un allarme chiedendo di spegnere il Wi-Fi nelle scuole. Peccato che l’HPA non abbia lanciato nessun allarme; anzi ha rassicurato tutti che non ci sono pericoli derivanti dal Wi-Fi. Infine si nomina un fantomatico Appello di Friburgo, un documento che denuncia i terribili effetti del Wi-Fi sull’organismo umano. Ma neanche a farlo apposta, il discutibile Appello di Friburgo il Wi-Fi non lo nomina manco per sbaglio, limitandosi a parlare di connessioni cellulari.

Smontata così facilmente una simile balla ci si aspetterebbe che nessuno ci possa cascare; ed invece ecco che l’articolo viene ripreso quasi in toto dalla più prestigioso e frequentato sito a tema scolastico: Orizzonte Scuola. Clamoroso autogol, molto simile a quello commesso da un’altra prestigiosa testata, Tecnica della Scuola, che pubblica un articolo che non risponde nella maniera più assoluta alla domanda contenuta nel titolo “Le reti wireless mettono a rischio la salute nelle nostre scuole?“, elencando una serie di leggi (vecchie come minimo di 13 anni) che non dicono assolutamente niente sulla pericolosità o meno del Wi-Fi.

Giusto per tranquillizzarvi, cito le parole di un’intervista al Prof. Antonio Capone del Politecnico di Milano:

Basti pensare che per il Wi-Fi si parla di qualche centianaio di mW, mentre quelle di un telefonino sono intorno a 1 watt. Se poi si prendono in considerazione altri apparecchi comunemente presenti nelle nostre case, si scopre che le emissioni da Wi-Fi sono notevolmente inferiori a quelle di un televisore o di un ripetitore radio (estremamente maggiore) o di un forno a microonde. Quest’ultimo, ad esempio, ha una potenza di 800 watt rispetto a 0,1 watt di un Wi-Fi. È vero che le microonde sono all’interno del forno, ma una piccola quantità esce ugualmente. Persino il telecomando di un cancello ha una potenza maggiore.

Spero quindi che chiunque si stracci le vesti di fronte ad articoli come quelli citati in precedenza, rivelatisi delle clamorose bufale, abbia la decenza di non possedere né cellulari, né TV, né telecomandi, né forni microonde. Scherzi a parte, cosa c’insegna questa storia? Che indubbiamente ci sono giornalisti, ma anche molti insegnanti che credono a qualsiasi cosa trovino su Facebook, e soprattutto che non hanno le competenze per fare una ricerca per confermare o meno la bontà di una fonte o di una notizia. Dovremmo essere i primi ad insegnarlo ai nostri ragazzi, ed invece in molti casi siamo noi stessi a generare e dare visibilità a contenuti che creano confusione o addirittura panico in chi ha meno competenze di noi. L’antidoto è, anche nel 2015, così come lo era nel 2014 e come lo sarà sempre, la formazione.

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