The Ideal School: gli alunni progettano la propria scuola dei sogni.

Gli alunni hanno ricreato in 3D la propria classe

Se gli alunni delle nostre classi si trasformassero in architetti, come progetterebbero la scuola del futuro?  Si sono posti la stessa domanda anche alcuni ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, i quali hanno coinvolto i ragazzi di una scuola secondaria di primo grado di Cecina. Il risultato è The Ideal School, un progetto sorprendentemente moderno che lascia a bocca aperta per la sua bellezza e complessità

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Abbiamo intervistato due delle persone che hanno lavorato in prima persona a questo progetto: Dott.ssa Marina Belli, laureata in Informatica Umanistica con specializzazione in Grafica, Interattività e Ambienti Virtuali  e la Dott.ssa Chiara Evangelista, ricercatrice in ambiti di grafica interattiva, digital storytelling e tecnologie per nuove forme di didattica presso Laboratorio di robotica percettiva PERCRO della Scuola Superiore Sant’Anna.

Come nasce l’idea del progetto The Ideal School?
Il progetto The Ideal School è nato da una collaborazione tra il Laboratorio di Robotica Percettiva PERCRO della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e le Scuole Medie “Galileo Galilei” di Cecina (Livorno), in particolare con le classi 3° M e 3°L.
All’ interno del Laboratorio PERCRO, l’associazione culturale Mnemosyne, sotto la direzione della Dott.ssa Chiara Evangelista, si occupa da anni di progetti didattici indirizzati alle scuole. In particolare sono stati ideati percorsi di digital storytelling per far lavorare i ragazzi con le tecnologie applicate a vari temi didattici.
The Ideal School mira alla creazione della Scuola Ideale, intesa come l’insieme delle fantasie e delle idee partorite dagli stessi studenti. I ragazzi sono stati infatti inseriti in un percorso multidisciplinare che ha permesso loro di avvicinarsi anche a nuovi strumenti tecnologici.

Come avete impostato il lavoro?
La classe 3° M si è concentrata sulla creazione della Scuola Ideale, mentre la classe 3°L ha lavorato con il professore di Educazione Tecnica sulle nuove fonti di energia rinnovabili, in particolare le pale eoliche del territorio.
Il progetto della classe 3°M è stato caratterizzato dall’integrazione di tre diversi percorsi: uno filosofico (curato dal prof. Luca Mori dell’Università di Pisa), uno creativo (curato dal dott. Rocco Musolino) ed infine uno tecnologico (curato dalla sottoscritta e dalla dott.ssa Chiara Evangelista del Laboratorio PERCRO). Grazie al percorso filosofico i ragazzi hanno potuto studiare la connessione tra mondo interno e mondo esterno e gli effetti che provocano gli ambienti sulle persone: modificandoli, modifichiamo anche le nostre percezioni e i nostri vissuti.
Il percorso creativo ha permesso ai ragazzi di lavorare nella direzione di ri-creare e progettare alcuni elementi architettonici e di arredo della loro scuola ideale, nonché un progetto vero e proprio di scuola nuova. In questo contesto i ragazzi hanno disegnato diversi schizzi e bozze grafiche della loro scuola ideale. Infine, nelle lezioni del percorso tecnologico da noi curate, i ragazzi hanno appreso l’utilizzo di software specifici, con cui hanno sperimentato la progettazione degli ambienti virtuali tridimensionali.
Alla fine i progetti delle due classi si sono inevitabilmente uniti, dando vita ad una nuova idea di Scuola moderna, tecnologica, attenta ai bisogni degli studenti ma anche al rispetto dell’ambiente.
Al progetto è stata dedicata anche una pagina Facebook chiamata “The Ideal School”, dove i ragazzi possono condividere idee, opinioni e suggerimenti, non solo tra loro ma anche con altri ragazzi provenienti da ogni parte del mondo. L’idea di dare un titolo inglese alla pagina Facebook ha infatti lo scopo di rendere il progetto globale, con la speranza di essere condiviso da sempre più persone.

Quali strumenti software ed hardware avete utilizzato?
Alla base del percorso “tecnologico” fatto dai ragazzi e curato da me e dalla dott.ssa Evangelista, c’è stata una prima fase di conoscenza di due strumenti software fondamentali per il progetto: 3D Studio Max per la modellazione tridimensionale e Photoshop per la manipolazione delle immagini.
Prima di arrivare alla costruzione della scuola ideale, nella prima lezione ai ragazzi è stato chiesto di ricostruire la loro aula attuale.
Il lavoro per la ricostruzione dell’aula reale si è svolto a piccoli gruppi: alcuni ragazzi hanno scattato fotografie che successivamente sono state elaborate per poter essere utilizzate all’interno dei modelli 3D nella fase di testurizzazione, che consiste nell’applicare sul modello le immagini che riproducono la situazione reale.
Un altro gruppo di ragazzi ha invece effettuato la misurazione di elementi strutturali e di arredo dell’aula, raccogliendo le dimensioni dei vari oggetti presenti (ad esempio banchi, sedie, cattedra, lavagna) in modo da ricrearne le misure realistiche e mantenere così una certca coerenza durante la fase di progettazione con i software.
Successivamente i ragazzi, a gruppi di due, si sono concentrati nella modellazione dei vari elementi direttamente al computer, lavorando con 3D Studio Max e cercando di riprodurre fedelmente banchi, sedie, cartine geografiche ecc.
Nelle lezioni successive i ragazzi hanno progettato diversi prototipi per la loro scuola ideale, facendo molte bozze sia al computer che a mano libera: la parte più complessa è stata quella di uniformare i differenti pensieri e pareri dei ragazzi, tentando di mettere d’accordo opinioni e gusti divergenti.
Alla fine, il risultato è stata una scuola ideale interamente tecnologica ed interattiva: l’edificio è formata da aule a forma di cupola che convergono, attraverso dei corridoi, in un punto centrale di ritrovo e ricreazione. Ogni classe è dotata di sedie a forma ovoidale con cuscini, aria condizionata, lucine a led, tappetino mobile (con cui poter spostare la sedia senza far rumore).
Ogni sedia ha un colore particolare, che rispecchia il carattere e la personalità del proprietario.
I banchi sono pieghevoli e dotati di schermo touch-screen, il soffitto e le pareti sono interattive e cambiano a seconda del concetto spiegato dal professore.
Inoltre, il vetro con cui sono fatti pareti e soffitto è costruito in modo tale da non poter vedere l’interno da fuori, nel pieno rispetto della privacy. Un’aula un po’ speciale è quella del “pestaggio”, caratterizzata da pouf su cui i ragazzi possono sdraiarsi, riposarsi e svagarsi.

Qual è stato l’atteggiamento dei ragazzi nei confronti del progetto e del lavoro con la tecnologia?
I ragazzi si sono mostrati subito molto entusiasti, sia per quanto riguarda il progetto in generale, sia più specificatamente nelle attività previste con i nuovi software.
Inoltre, dopo il percorso didattico in classe, hanno avuto la possibilità di testare in prima persona i risultati del loro lavoro. Hanno infatti sperimentato in modo virtuale ed immersivo la scuola ideale da loro creata all’interno del CAVE, struttura all’avanguardia presente presso il Laboratorio PERCRO, che permette la fruizione di ambienti tridimensionali.
Successivamente, i ragazzi sono stati sottoposti ad un breve test, volto a comprendere quali aspetti del progetto li avevano maggiormente attratti e su quali invece avevano incontrato difficoltà. In aggiunta, sono state poste delle domande allo scopo di dimostrare le differenze tra cosa i ragazzi si aspettavano dall’esperienza e quali sono state effettivamente le sensazioni provate all’interno del CAVE (come noia, divertimento, coinvolgimento). I risultati emersi sono stati decisamente positivi.

E gli insegnanti invece?
Per i docenti il percorso è stato interessante e formativo, hanno anche loro partecipato attivamente e proponendo nuove idee ed incoraggiando i ragazzi in ogni fase del percorso.
Lasiamo comunque alle parole di una delle insegnanti, la Prof.ssa Rita Iacoviello la descrizione di questa esperienza:
“L’esperienza di questo anno scolastico è stata del tutto nuova per noi insegnanti. L’entusiasmo sicuramente non è mancato sia da parte nostra sia da parte degli alunni. Ultimamente a scuola eravamo impegnati ad osservare i nostri alunni che ormai come “nativi digitali” non riuscivano a fare a meno delle nuove tecnologie. Così abbiamo pensato di effettuare un percorso laboratoriale che, attraverso una riflessione più profonda data dagli interventi del filosofo Luca Mori, ha portato i ragazzi alla scoperta di un mondo virtuale in 3d non solo fruibile passivamente ma costruito passo dopo passo da loro stessi. Non posso negare però che, alla fine, l’immersione attraverso il “Cave” nella scuola ideale progettata grazie all’aiuto di Rocco Musolino nella parte cartacea, li ha affascinati come se fosse una magia. L’incontro con il Laboratorio Percro e soprattutto con la dott.ssa Chiara Evangelista è stato molto costruttivo sotto tutti i punti di vista, anche in un’ottica di orientamento scolastico per i nostri ragazzi giunti ormai alla fine del triennio della scuola secondaria di primo grado. Un progetto che ha coinvolto i ragazzi a 360° ma anche gli insegnanti che hanno collaborato tra di loro programmando a livello interdisciplinare. Insomma un’esperienza estremamente interessante e didatticamente valida tanto che durante il viaggio di ritorno dalla visita al laboratorio Percro, noi insegnanti avevamo già deciso di chiedere anche per il prossimo anno scolastico, la disponibilità ad effettuare un nuovo progetto insieme con tante idee che sono scaturite proprio guardando l’entusiasmo negli occhi dei nostri alunni.”

Alla fine del progetto, cosa pensate di aver trasmesso agli alunni, e quale contributo hanno dato loro al vostro lavoro accademico?
Come accennato all’inizio, Mnemosyne da diversi anni lavora nella direzione di analizzare nuovi strumenti didattici da integrare nei normali percorsi curricolari delle scuole.
In questo ambito è importante una volta definita con gli insegnanti una tematica di sviluppo, identificare gli strumenti idonei con cui far lavorare i ragazzi e gli obiettivi a cui vogliamo arrivare con il percorso che proponiamo loro.
Nel caso ad esempio del percorso delle Pale Eoliche che abbiamo descritto brevemente, oltre la modellazione tridimensionale la parte più interessante in questo caso è stato il lavoro di georeferenziazione che i ragazzi hanno fatto con Google Maps.
La tecnologia e il web forniscono al giorno d’oggi molti strumenti, anche open source, che permettono ai ragazzi di lavorare ed apprendere con nuove modalità. Anche la scuola si trova nell’esigenza di cambiare e adattarsi a nuovi strumenti per fare didattica, questo è il settore che a noi interessa analizzare. Per questo alla fine delle esperienze didattiche raccogliamo una serie di dati che ci permettono di valutare quanto il percorso sia stato loro utile.

Avete in programma altri progetti con le scuole?
Sicuramente con il prossimo anno didattico partiremo con nuovi progetti che saranno definiti in accordo con gli insegnanti delle varie scuole all’inizio dell’ anno scolastico. Cogliamo anche l’occasione di questo spazio per invitare chiunque fosse interessato a collaborare con noi a contattarci per definire insieme nuovi percorsi didattici.

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