Genius.com, nasce la parafrasi 2.0

Non finirò mai di ripeterlo: ci sono risorse formidabili in Rete, e molte non sono neanche nate con lo scopo di essere utili all’interno di un’aula di scuola o nel computer di uno studente. Genius.com è esattamente una di queste: concepita per gli appassionati di canzoni, si è rivelato un potentissimo strumento per lavorare su qualsiasi testo scritto.

Genius era stato creato per permettere agli appassionati di leggere i testi delle canzoni rap statunitensi, ma allo stesso tempo di chiarire i passaggi più criptici, vuoi per lo slang, vuoi per riferimenti apparentemente incomprensibili. Come? Aggiungendo delle annotazioni a margine, semplicemente sottolineando la porzione di testo desiderata e scrivendo la propria spiegazione nella finestra che si sarebbe aperta successivamente. Chiunque fosse tornato su quel testo avrebbe potuto leggere le varie annotazioni, arricchite anche da immagini, link a siti esterni, etc.

Dalla prima versione, dedicata interamente alla musica (non solo rap, ma anche rock, pop, etc.) si sono sviluppati altri canali, come quello delle news, nel quale gli utenti commentano singole porzioni di notizie in maniera molto precisa, ma soprattutto quello della letteratura dove si sta sviluppando un nuovo modo di fare la parafrasi di testi più o meno antichi.

Come potete vedere nell’esempio sottostante, oltre ad essere perfettamente inseribile su un altro sito, le note sono facilmente leggibili andando di pari passo con il testo, ma vi è anche la possibilità d’implementare materiale multimediale, come ad esempio l’audio di un video tratto da YouTube. La piattaforma inoltre prevede la collaborazione tra più persone (come ad esempio i membri di una classe).

Immaginate se invece della solita (e poco attraente) parafrasi, proponessimo di lavorare su questo tipo di sito, chiedendo loro di trovare anche riferimenti su siti esterni come Wikipedia, foto, mappe, etc. Vi è anche una sezione History, dove vengono commentati e spiegati documenti autentici come i discorsi di Martin Luther King o scritti filosofici come quelli di Aristotele.
Essendo l’iscrizione totalmente gratuita, non posso non consigliarvi di provarlo almeno una volta e, di conseguenza, di farci sapere com’è andato l’esperimento.

Qui di seguito l’atto primo, scena prima del Macbeth di Shakespeare; provate a cliccare sul testo sottolineato in grigio: