L’unica macchia in un Next bellissimo

Non sempre pubblico gli articoli subito dopo averli scritti. Come tutti gli insegnanti devo gestire in maniera ottimale il tempo a casa per preparare la lezione del giorno dopo, correggere i compiti , etc. In questo momento, ad esempio, sono in aeroporto in attesa del volo (in clamoroso ritardo) che mi riporterà a casa dopo aver passato 18 esaltanti ore a Palermo.
Sono salito sul palco di Next, La Repubblica delle Idee proprio come vi avevo annunciato qualche giorno fa, ed è stato bellissimo. Non solo per me, ma per la Scuola italiana, quella con la S maiuscola: quella che si ribella alla mancanza di fondi, quella che vuole dare nuove competenze ai giovani, quella che crede che l’innovazione si possa fare dal basso, armandosi di tanta passione. Oltretutto è stata, senza alcuna retorica, una bella serata per la Sicilia, regione dove non mancano storie meravigliose, geniali in qualche caso. L’impressione che ho avuto è quella di un’isola che si è stufata di essere considerata la “provincia dell’Impero”, ma che al contrario non vede l’ora di staccarsi di dosso quest’etichetta a suon di fatti concreti che l’Italia intera merita di conoscere.

Si capisce che ho ancora molta adrenalina addosso, vero? Eppure c’è stata una singola notizia che mi ha lasciato con l’amaro in bocca, che ha macchiato una grande festa contraddistinta solo da storie positive; ovvero quando Enzo Valente direttore del Consortium Garr, la Rete italiana dell’Università e della Ricerca, ha raccontato brevemente la sua esperienza con le scuole nell’ambito del progetto Garr-X Progress.
Per chi non lo sapesse:

il Garr-X è l’attuale infrastruttura di rete a banda ultra larga dell’istruzione e della ricerca. Entrata in funzione nel 2012, conta oggi più di 6.500 km di fibra ottica di dorsale e altri 2.000 di accesso e vanta una banda aggregata di oltre 500Gbps.

I link di dorsale hanno una capacità minima di 10Gbps e possono arrivare fino ai 100Gbps per le tratte a maggior traffico, mentre la capacità minima dei collegamenti di accesso è di 100Mbps simmetrici, che possono arrivare fino a multipli di 10Gbps nel caso di sedi caratterizzate da requisiti particolarmente elevati.
La rete dispone di circa 70 punti di presenza (PoP) distribuiti sul territorio nazionale ed è integrata con varie reti regionali e metropolitane.

Grazie al Garr-X Progress, il consortium aveva pensato di concedere l’accesso alla rete a 260 scuole dislocate in quattro regioni: Campania, Calabria, Sicilia e Puglia. Grazie ai fondi messi a disposizione da Miur e Comunità Europea ogni istituto avrebbe solo dovuto pagare una bolletta annuale di 3000€; nessun costo connesso ai lavori di allacciamento. Ora, chiedete a qualunque dirigente quanto venga pagato per una connessione (spesso penosa) simile a quella di casa, che va (sulla carta) dai 7 ai 20 Mbps: se va bene vi risponderà minimo 300€ al mese. Fatevi due conti e pensate all’abissale differenza di servizio che ci sta tra una connessione ADSL ed una connessione a banda ultra larga che va dai 100Mbps fino ad 1 Gbps (un giga al secondo!).

Ecco, la cosa aberrante è la seguente: su 260 scuole contattate solo 40 hanno detto di sì, 20 hanno detto “forse” e 200 hanno detto di no. Perché? Secondo indiscrezioni le motivazioni sono alquanto fantasiose o prive di logica (come quella secondo la quale a scuola Internet sarebbe inutile). Capisco che non tutti i presidi possano avere una visione da pioniere come Salvatore Giuliano o Daniele Barca, ma buttare al vento un risparmio economico garantito, ma soprattutto la formazione dei ragazzi, mi sembra paradossale, per non usare termini più forti.

Spero che non sarà troppo tardi quando questi signori e queste signore si accorgeranno che al di fuori dei loro uffici di presidenza il mondo sta cambiando, e non resta certo ad aspettare che loro si facciano un’idea diversa su Internet e le nuove tecnologie, perché fino a quel momento gli unici a rimetterci saranno soltanto i loro alunni. Agli insegnanti però posso dire una cosa: fate pressione sui vostri dirigenti; dimostrategli il potenziale educativo di una connessione ad Internet; fategli capire che così negano ulteriore conoscenza e competenze chiave  a centinaia e centinaia di cittadini. Ci sono scuole che sono già sulla Buona Strada, parafrasando un famoso titolo, ed a nessuno piacerà sentirsi come mi sento io in questa sala d’aspetto d’aeroporto mentre finisco di scrivere quest’articolo: arrabbiato, all’idea di essere rimasto a terra a causa del ritardo colpevole di qualcuno, mentre lassù c’è gente che sta già volando.

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