I giovani lasciano Facebook a favore di WhatsApp, ma sono al sicuro?

I giovani che non hanno un profilo su Facebook sono molto rari, ma è anche vero che molti di quelli che ce l’hanno stanno cominciando a lasciarlo sempre più vuoto. Un’immagine che la stessa Facebook fornisce, preoccupata di un segmento vitale di utenti che la sta abbandonando o snobbando a favore di altri servizi che non sono neanche nati come Social Networks, ma che lo stanno diventando grazie all’utilizzo che i ragazzi e le ragazze ne fanno.

Fortunatamente, anche se il lavoro da fare è ancora tanto, i giovani non vengono più lasciati soli all’interno dei social come Facebook e Twitter: genitori, fratelli, sorelle, zii, etc. sono sempre più presenti e controllano cosa viene postato dai più piccoli, intervenendo se necessario, aiutando a rimuovere contenuti inadatti. Tuttavia si sa, gli adolescenti vivono questa forma di affiancamento come un’ingerenza in un mondo che percepiscono come solo loro, ed allora scappano al controllo escogitando nuove forme di comunicazione. Niente profili Facebook chiusi, quindi, ma solo inattivi. A favore di cosa? A favore di applicazioni tipo WhatsApp, Line, WeChat che sono sempre più presenti anche in tv con i loro spot e che grazie a testimonial accattivanti come Leo Messi o Belen Rodriguez, attirano un numero di utenti in costante aumento.

angryPrendiamo come esempio WhatsApp, l’app più diffusa (l’80% degli smartphone italiani hanno questa applicazione installata). Il funzionamento di WhatsApp non è più un mistero per molti di noi: sfrutta il traffico internet del nostro smartphone e permette di inviare gratis messaggi con allegati come foto, video, oppure note audio. Un servizio che ci ha fatto risparmiare un sacco di soldi in SMS, MMS, ma nel quale i nostri ragazzi si nascondono molto facilmente. Quale utilizzo ne fanno? È ormai pratica comune creare dei gruppi (si può arrivare al massimo a 50 persone) dove si aggiungono gli amici e dove si condivide qualsiasi cosa: si va dai compiti a casa, fino a quelli in classe se l’insegnante non è attento; si fissa un appuntamento per andare tutti quanti a giocare a calcetto, oppure al cinema; ci si possono scambiare immagini e video pornografici, oppure contenuti che violano la privacy di qualcun altro (vedi alla voce cyberbullismo). Gli utilizzi che se ne possono fare vanno dall’utile al dannoso, fino al pericoloso.

Chiunque può essere aggiunto all’interno di un gruppo WhatsApp, basta che abbia l’app ed il numero di cellulare. Va da sé che dietro l’immagine del profilo e dietro il numero di cellulare ci possa essere chiunque: il cyberbulloil pervertito, lo stalker, il maniaco, etc. Così come lo sono su Facebook, Twitter o Ask.fm (del quale parlerò presto) i ragazzi sono molto ingenui e condividono immagini e video che poi non si possono più togliere dalla circolazione, e delle quali poi perdono il controllo, quindi cercate di puntare su questi validi argomenti:

  • WhatsApp, ma anche altre app simili, possono modificare in autonomia le configurazioni di sistema del telefono,  possono modificare e leggere i dettagli personali presenti sul tuo profilo utente e su quelli dei tuoi contatti, possono modificare e/o cancellare dati presenti sulla memory card, possono accedere ad informazioni legate alla registrazione audio e a quelle collegate alle telefonate ( numero di telefono, numero che si sta chiamando) e possono anche fare chiamate all’insaputa dell’utente.
  • Diversi hacker o esperti del settore hanno già trovato il modo di spiare le conversazioni altrui (anche di persone che non hanno tra i contatti), quindi la privacy non è garantita.
  • Chiunque può inviarsi per mail intere conversazioni complete di allegati, vanificando ogni tentativo di cancellare messaggi dal contenuto imbarazzante.
  • Foto e video, una volta inviati, non possono essere cancellati dal dispositivo che li ha ricevuti.
  • Non aggiungere persone che non conosci, perché condividi con lui informazioni sensibili, come il numero di telefono e magari la mail; se si trattasse di uno stalker sarebbe decisamente difficile impedirgli di utilizzare quei dati.
  • Se vuoi condividere del materiale con gli amici, Facebook va benissimo: è sufficiente impostare correttamente la privacy, utilizzando le liste amici.
  • Regola più importante: condividi solo ciò che sei sicuro di condividere col mondo intero; se c’è qualcosa che non vuoi far sapere o vedere di te, non la condividere su applicazioni come WhatsApp.
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "ACCETTO" nel banner"